Quando il lavoro ti toglie il respiro
Hai presente quando ti svegli con il magone?
Quando la sera non riesci a dormire perché i pensieri negativi ti assalgono?
Quando vorresti mollare tutto e scappare da ogni responsabilità?
Benvenuta nel club. Non sei sola.
In questo articolo ti racconto la storia di Rebecca, una freelance creativa che sta affrontando la sua crisi professionale… e di come può uscirne.
Chi sono e perché ti racconto questa storia
Mi chiamo Massimo Suppo e sono il fondatore di stylografica.it, un collettivo di freelance creativi.
La nostra mission è aiutare altri freelance a destreggiarsi nel difficile mondo digitale, creando siti web strategici che parlano al tuo target e trasformano gli utenti in clienti.
L’incontro con Rebecca
Rebecca è una motion & graphic designer freelance. L’ho conosciuta in una call conoscitiva: sguardo sciupato, occhiaie, occhi lucidi.
Alla mia domanda: “Rebecca… come stai?”, è scoppiata a piangere.
Il lavoro la stava consumando fisicamente e mentalmente.
Lavora per un’agenzia importante, che la tratta come una dipendente mascherata: task impossibili da consegnare in pochi minuti, niente pause, notti sveglia davanti al computer.
Il problema nascosto
Il talento non le manca: i lavori che ha realizzato per quell’agenzia, se venduti da lei, le avrebbero fatto guadagnare il triplo.
Ma ha una difficoltà comune a tanti freelance: non sa dire di no.
Paura di deludere il cliente. Paura di perderlo. Senso di dovere.
Tutte cose che, alla lunga, portano dritti al burnout.
La domanda che ha cambiato la prospettiva
Le ho chiesto: “Se lasciassi questa agenzia, camperesti comunque?”
Lei ha risposto, senza esitazione: “Sì”.
Eppure non lo faceva.
Perché?
- Un contratto con tre mesi di disdetta
- Il timore di deludere un contatto interno che l’aveva aiutata ad avere quel lavoro
Ci sono passato anch’io
Prima di fondare Stylografica avevo un cliente fisso che mi dava ansia ogni giorno. Buona paga, poche ore… ma odio puro per quel lavoro.
Un giorno ho deciso di mollare.
La mia vita è cambiata: oggi faccio quello che amo, con i clienti che voglio, su progetti che mi stimolano.
Perché tenersi clienti tossici è un errore
Fare ciò che amiamo per le persone sbagliate prima o poi ci farà odiare il nostro lavoro. Rebecca lo sa, e sta iniziando a capire che può scegliere.
A settembre la risentiremo. Ora è in vacanza, e spero stia riflettendo sul suo futuro.
Le 3 lezioni dalla storia di Rebecca
- Il tuo talento ha valore: non svenderlo a chi non lo apprezza.
- Dire no è una competenza: ti protegge dal burnout.
- Puoi scegliere i tuoi clienti: e costruire un’attività sana e redditizia.
E tu?
Se ti rivedi nella storia di Rebecca, non aspettare che la situazione peggiori.
Parliamone insieme: possiamo aiutarti a capire come trovare clienti giusti e come posizionarti online per non dipendere da chi ti sfrutta.
👉 Prenota una call gratuita e iniziamo a scrivere la tua nuova storia professionale.
Un abbraccio
Massimo